Le prime notizie certe relative alla sua esistenza risalgono al X secolo, quando faceva parte dei possedimenti dei signori di Casalvolone; passata per un breve periodo all’episcopato vercellese, tornò all’originaria famiglia per volontà imperiale (1039). Suddivisa in due parti, venne ceduta per metà ai conti di Biandrate, divenendo in seguito proprietà di diversi signori del luogo, tra cui i feudatari di Rovasenda, quelli di Roasio e gli Avogadro. Quando il territorio circostante venne inglobato tra i feudi dei Savoia (1404), venne da questi ultimi ceduta a Bartolomeno Avogadro, che si fregiò per l’occasione del titolo di conte; rimase sotto la giurisdizione di questa nobile casata fino al 1799 quando, in seguito alle campagne napoleoniche, molti comuni limitrofi si proclamarono indipendenti. Il toponimo deriva, con grande probabilità, dal sostantivo “massa”, ossia ‘podere, fondo’. Lo splendido castello quattrocentesco, edificato dagli Avogadro, signori del luogo, si concentra intorno ad un unico torrione ed è attorniato da possenti mura di cinta; lo impreziosiscono all’esterno originali decorazioni in terracotta che rievocano i passati splendori. Al suo interno si può ammirare l’oratorio di Sant’Antonio, a navata unica e abside in stile gotico. Non lontano sorge invece la parrocchiale dell’Assunta, riedificata nel XVII secolo e abbellita internamente da un pregiato altare marmoreo, dal pulpito ligneo intarsiato (XVIII secolo) e da una preziosa immagine dell’Assunta, di fattura secentesca; notevole anche il campanile, ristrutturato nel 1600 secondo l’originale modello in stile romanico.