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MANèRBIO (BS)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Manèrbio
  • Porto: a Venezia
  • Aeroporto: a Bergamo/Orio al Serio e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: a Manèrbio
  • Guardia di finanza: a Manèrbio
  • Vigili del fuoco: a Verolanuova
  • Corte d'Appello: a Brescia
  • Tribunale: a Brescia
  • Farmacia: a Manèrbio
  • Ospedale: a Manèrbio
  • Scuole: a Manèrbio
  • Biblioteche: a Manèrbio
  • Musei: a Manèrbio
  • Uff.Postale: a Manèrbio
 

Località

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Comune di Manèrbio - Storia

Deve l'origine del toponimo al teonimo "Minerva", da cui si è originato l'aggettivo MINERVIUS. Le sue origini sono antichissime, precedenti all'occupazione romana: ne sono testimonianza numerose monete d'argento rinvenute nella zona, che si sono conservate in buono stato e sono custodite nel Museo archeologico di Brescia. Epigrafi e tracce della centuriazione (sulla via Praetoria, di collegamento fra Brescia e Manerbio, era la LIMITATIO) costituiscono, invece, le attestazioni della presenza romana sul posto. L'urbanizzazione del periodo medievale segue la necessità di fronteggiare le continue invasioni barbariche: il nucleo abitato si forma intorno al castello (distrutto dalle truppe imperiali di Enrico IV nell'undicesimo secolo), che costituiva una delle fortificazioni erette a scopo difensivo. Sede di una pieve, dal punto di vista civile fu governata da Brescia, che esercitò il suo potere tramite un vicario. Era manerbiese il vescovo Manfredo (fra gli accusatori di Arnaldo da Brescia), che fondò una comunità cistercense femminile. Numerose furono le occupazioni che subì dal '200 in poi: nella prima metà del XIII secolo fu la volta delle truppe di Federico II; all'inizio del '400 fu invasa da quelle dei Malatesta, seguite da quelle dei Visconti. Agli inizi del XVI secolo (durante l'occupazione francese del bresciano) Brescia e il re di Francia Luigi XII osteggiarono il tentativo dei Gambara di unirla al proprio feudo. Gli anni che seguirono ne videro l'attiva partecipazione ai moti risorgimentali e il grande sviluppo dell'industria tessile. Il patrimonio storico-architettonico comprende: la settecentesca parrocchiale di San Lorenzo, la chiesa della Disciplina e l'antichissimo oratorio di San Faustino ma anche palazzo Luzzago (del '600, sede del municipio e del museo archeologico) e le ville Ghirardi e Cantoni.

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