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GARDONE VAL TRòMPIA (BS)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Brescia
  • Porto: a Venezia
  • Aeroporto: a Bergamo/Orio al Serio e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: a Gardone Val Tròmpia
  • Guardia di finanza: a Gardone Val Tròmpia
  • Vigili del fuoco: a Brescia
  • Corte d'Appello: a Brescia
  • Tribunale: a Brescia
  • Farmacia: a Gardone Val Tròmpia
  • Ospedale: a Gardone Val Tròmpia
  • Scuole: a Gardone Val Tròmpia
  • Biblioteche: a Gardone Val Tròmpia
  • Musei: a Gardone Val Tròmpia
  • Uff.Postale: a Gardone Val Tròmpia
 

Località

   

Comune di Gardone Val Tròmpia - Storia

I rinvenimenti archeologici fanno presumere l'esistenza di insediamenti preromani e romani. Il toponimo deriva probabilmente, per la prima parte, dal termine "guarda", che indicava la 'rocca', e, per la seconda, dall'antico popolo dei trumplini, che un tempo abitava la zona. I primi documenti che la menzionano risalgono a epoche successive: nel Medioevo il nucleo abitato non aveva autonomia amministrativa ma dipendeva dalla località di Inzino, oggi aggregata al capoluogo comunale. Si emancipò soltanto nel XV secolo, in piena dominazione veneta. Nel periodo successivo conservò la sua identità di comune autonomo. I suoi abitanti si dedicarono al commercio e soprattutto alla fabbricazione di armi, attività favorita dall'abbondanza di ferro nel sottosuolo. Gli interessi militari della Serenissima diedero dapprima ulteriore impulso a tale attività ma le pretese di esclusività di Venezia portarono ben presto a una contrazione della produzione determinando una grave recessione economica e, cosa ancor più grave, spingendo gli armieri gardonesi a trasferirsi all'estero. Nello stesso periodo la Santa Inquisizione cercò di soffocare la massiccia diffusione del protestantesimo con processi e severe condanne. Con la repubblica cisalpina fu capoluogo della valle, a cui era stato conferito il nome di Cantone del Mella. Nel 1814 vi si svolse una battaglia tra l'esercito del regno italico e quello austriaco. Appartengono al patrimonio architettonico sacro: la parrocchiale dedicata a San Marco, con pregevoli dipinti e sculture del XVI-XVII secolo; il cinquecentesco santuario della Madonna del Popolo; la secentesca chiesa di San Carlo, con organo del '700; la basilica di Santa Maria degli Angeli (XV secolo); l'oratorio della Beata Vergine Madre di Dio (XVIII secolo). Nell'architettura civile spiccano palazzo della Loggetta e palazzo Chinelli, sede comunale. A metà del XIX secolo la tradizionale produzione di armi fu incanalata verso una organizzazione di tipo industriale a opera di Pietro Beretta.

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