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FABBRICO (RE)

Pronuncia: Fàbbrico

 
Stemma del comune non disponibile
  • Superficie: 23,04 Kmq
  • Altezza s.l.m.: 25 mt
  • Abitanti: 6.601
  • Densità: 286,50 ab./Kmq
  • Latitudine: 44° 52' 19,75''
  • Longitudine: 10° 48' 32,42''
  • Prefisso telefonico: 0522
  • C.A.P.: 42042
  • Codice ISTAT: 035021
  • Codice catasto: D450
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Rolo
  • Porto: a Ravenna
  • Aeroporto: a Bologna/Borgo Panigale e a Milano/Malpensa
  • Farmacia: a Fàbbrico
  • Ospedale: a Correggio
  • Carabinieri: a Fàbbrico
  • Guardia di finanza: a Correggio
  • Vigili del fuoco: a Guastalla
  • Tribunale: a Reggio nell’Emilia
  • Corte d'Appello: a Bologna
 

Località

   

Comune di Fabbrico - Storia

I primi insediamenti nella zona risalgono ad epoche molto antiche, come testimoniato dal rinvenimento di un’ascia di pietra levigata, dei resti di una palafitta, databili all’età neo-neolitica, e di vari reperti dell’età del bronzo; a questi subentrarono altri stanziamenti fino ad arrivare alla colonizzazione dei romani, che iniziarono la bonifica delle terre, con la conseguente centuriazione. Incerta è l’origine del toponimo, che in documenti medievali compare nelle forme di Favrega e Fabrega: alcuni studiosi lo riportano ad un FUNDUM FABRICUM o FABRIGUM, ‘fondo Fabrico o Fabrigo’, espressione riferita al nome o al mestiere del possessore del fondo; altri invece si richiamano a coltivazioni di fave. Possedimento della potente famiglia dei Da Palude, nel XIII secolo fu venduta al comune di Reggio, venendo concessa agli inizi del Trecento dal marchese Azzo d’Este ai Da Correggio che, sia pure tra alterne vicende, ne conservarono il possesso fino al XVII secolo, quando passò ai Guidetti. Dopo il ritorno degli Estensi e l’ingresso nell’Italia Unita, negli ultimi decenni dell’Ottocento registrò lo sviluppo del movimento socialista, al quale fece seguito una viva coscienza antifascista ed un’attiva partecipazione alla Resistenza, che gli valse la medaglia di bronzo al valore militare. Tra i monumenti, oltre ai pochi resti del castello medievale, smantellato nel Cinquecento, figurano la parrocchiale dell’Assunta, risalente al XVII secolo, l’oratorio di San Genesio, quello di San Francesco e il teatro Pedrazzoli.

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