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DOVàDOLA (FC)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Forlì
  • Porto: a Ravenna
  • Aeroporto: a Bologna/Borgo Panigale e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: a Castrocaro Terme
  • Guardia di finanza: a Forlì
  • Vigili del fuoco: a Rocca San Casciano
  • Corte d'Appello: a Bologna
  • Tribunale: a Forlì
  • Farmacia: a Dovàdola
  • Ospedale: a Modigliana
  • Scuole: a Dovàdola
  • Biblioteche: a Dovàdola
  • Musei: a Dovàdola
  • Uff.Postale: a Dovàdola
 

Località

   

Comune di Dovàdola - Storia

I primi insediamenti nella zona risalgono a epoca preistorica, stando ai resti di una necropoli, databile al V secolo a.C., scoperti vicino a San Ruffillo. Citata per la prima volta in un documento della fine del 1100, come Dovadora, deriva il toponimo dal latino DUO VADULA, che fa riferimento all’esistenza nei pressi dell’abitato di ‘due guadi’ per l’attraversamento del fiume Montone. Nel corso del Medioevo fu trasformata in un luogo fortificato, con la costruzione di un castello, tra i secoli VIII e IX, quando i franchi donarono i territori dell’esarcato di Ravenna alla Santa Sede. Infeudata dal papa agli arcivescovi ravennati, fu da questi concessa a più vassalli, tra cui gli abati di San Mercuriale di Forlì, i Traversi di Ravenna e Guidi di Modigliana, che si insediarono nella fortezza dovadolese, dando origine al ramo dei conti locali. Coinvolta nelle guerre per il predominio sulla Romagna, che vedevano opposti i fiorentini ai milanesi e ai veneziani, nella seconda metà del Quattrocento passò sotto il controllo di Firenze, rimanendo nell’ambito della Romagna toscana fino all’annessione al Regno d’Italia. Entrò parte della provincia di Forlì nel 1923, a seguito dell’ampliamento del territorio forlivese, voluto da Mussolini. Tra gli elementi di maggior spicco del patrimonio storico-architettonico figurano: il castello dei Guidi; la chiesa della Santissima Annunziata; l’antica badia di Sant’Andrea, anteriore al secolo IX, e il santuario di Montepaolo, in cui dimorò a lungo Sant’Antonio da Padova.

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