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CONCòRDIA SULLA SèCCHIA (MO)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Mirandola
  • Porto: a Ravenna
  • Aeroporto: a Bologna/Borgo Panigale e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: a Concòrdia sulla Sècchia
  • Guardia di finanza: a Mirandola
  • Vigili del fuoco: a Carpi
  • Corte d'Appello: a Bologna
  • Tribunale: a Modena
  • Farmacia: a Concòrdia sulla Sècchia
  • Ospedale: a Mirandola
  • Scuole: a Concòrdia sulla Sècchia
  • Biblioteche: a Concòrdia sulla Sècchia
  • Musei: a Concòrdia sulla Sècchia
  • Uff.Postale: a Concòrdia sulla Sècchia
 

Località

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  • Ca' Malavasi, 
  • Cappelletta Stoffi, 
  • Co' de' Belli, 
  • Fossa, 
  • I Livelli, 
  • I Terzi, 
  • Il Casamento, 
  • La Bassa, 
  • La Farrona, 
  • Santa Caterina, 
  • Vallalta. 
   

Comune di Concòrdia sulla Sècchia - Storia

Compresa, nell’alto Medioevo, tra i beni donati dal re longobardo Astolfo al fondatore dell’abbazia di Nonantola, fu poi infeudata ai marchesi di Toscana e alla contessa Matilde di Canossa. Il toponimo viene fatto derivare da un accordo raggiunto tra i diversi rami della famiglia Pico, alla quale il territorio fu assegnato dall’imperatore Enrico VII, all’inizio del XIV secolo. Importante porto fluviale, pare sia stata fondata nella prima metà del 1300, dopo la deviazione del corso della Secchia, seguita a un trattato stipulato tra i suoi signori, gli Estensi e i Pio di Carpi. Nel XV secolo fu munita di un castello ed eretta a contea, alla cui guida furono confermati i Pico, che la coinvolsero nelle loro lotte intestine. Stremata da continue guerre, nel 1500 fu invasa dalle truppe di Carlo V d’Asburgo. Elevata a marchesato, sul finire del XVI secolo, assurse a ducato, nella prima metà del 1600. Gravemente danneggiata dalle piene della Secchia e devastata dai lanzechenecchi, che avevano assediato il ducato di Mantova, all’inizio del XVIII secolo fu occupata e incendiata dai francesi. Devoluta all’impero, dopo la condanna di Francesco Maria Pico per fellonia, fu messa in vendita e acquistata da Rinaldo d’Este. Neppure sotto gli Estensi conobbe un lungo periodo di pace. Invasa dai Savoia, durante la guerra di successione austriaca, nella seconda metà del 1700 fu unita a Mirandola, recuperando l’autonomia amministrativa nel periodo napoleonico. Alla restaurazione estense seguirono un’attiva partecipazione ai moti risorgimentali e l’annessione al Regno d’Italia, nel 1860. Tra i monumenti spiccano: il seicentesco palazzo comunale; la parrocchiale di S. Paolo, in stile neoclassico, rifatta dopo l’incendio del XVIII secolo; quella di Fossa, in cui si conserva il corpo incorrotto di S. Massimo; la chiesa di Santa Maria Bianca, del 1600, a Vallalta.

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