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CODOGNO (LO)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Codogno
  • Porto: a Codogno
  • Aeroporto: a Milano/Linate e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: a Codogno
  • Guardia di finanza: a Casalpusterlengo
  • Vigili del fuoco: a Casalpusterlengo
  • Corte d'Appello: a Milano
  • Tribunale: a Lodi
  • Farmacia: a Codogno
  • Ospedale: a Codogno
  • Scuole: a Codogno
  • Biblioteche: a Codogno
  • Musei: a Codogno
  • Uff.Postale: a Codogno
 

Località

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Comune di Codogno - Storia

Nata ai tempi dei romani, forse con funzione di accampamento, nel Medioevo acquisisce le caratteristiche di centro abitato. È dell'undicesimo secolo la donazione del feudo da parte dell'imperatore Ottone III ad un conte Reglerio o Ruggero. Ottiene il titolo di città nel 1965. Il toponimo potrebbe derivare dal nome del console Cotta, che aveva sottomesso gli insubri, antichi abitatori della zona; secondo alcuni, però, si potrebbe pensare ad una derivazione da COTONEUS, 'cotogno'. Feudo del vescovo di Lodi dall'undicesimo al XV secolo, viene ceduta da Filippo Maria Visconti (signore di Milano) ai Fognani e poi ai Trivulzio. Confermata ai Trivulzio nella seconda metà del XV secolo, conquista l'autonomia da Lodi. Nello stesso periodo, in virtù di un trattato, ottiene di poter operare scambi e commerci a Piacenza. Scomparsa la discendenza maschile dei Trivulzio, ottiene dal re di Spagna Carlo II il titolo di "regio borgo". Sin dal Medioevo è dominante l'attività casearia, mentre risale alla fine del XIX secolo la nascita, sul posto, della prima industria italiana nel comparto lattiero-caseario, poi spostata a Lodi agli inizi del XX secolo. Numerose sono le opere di rilievo artistico: la parrocchiale di San Biagio, del XVI secolo, (ove si ammirano, fra gli altri dipinti, una "Natività" di impronta leonardesca, del XVI secolo, forse di Bernardino Luini, nonché dipinti dei Piazza, del Crespi, del Morazzone e del Procaccini); il santuario della Beata Vergine di Caravaggio; le chiese delle Grazie, di San Teodoro, della Santissima Trinità, di Santa Maria della Neve e di San Giorgio; gli edifici di architettura civile, fra i quali i palazzi Lamberti, Trivulzio e le Ville Biancardi e Polenghi.

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