Fondata probabilmente alla fine del secolo IX o agli inizi del X, dopo la conquista bizantina della Calabria per opera di Niceforo Foca, fu centro fortificato a dominio delle comunicazioni tra Ionio e Tirreno nonché rifugio di popolazioni rivierasche in fuga per incursioni saracene e per la malaria. Tolta nel 1059 da Roberto il Guiscardo ai bizantini, ne conservò il carattere originario. Eretta in contea dai normanni, fu centro di un vasto complesso feudale; all’inizio del secolo XII fu sede vescovile, dal 1928 arcivescovile. Il toponimo è menzionato per la prima volta nei documenti greci dei secoli XII e XIII, mentre in un documento latino medievale appare come CATACIUM, ‘gola di monte, convalle’. La sua forma moderna sembra rispecchiare un latinizzato CATANCIARIUM, che a sua volta rinvia a un toponimo greco con il significato di ‘sotto la terrazza’, con riferimento al terreno terrazzato a orti e giardini attorno alla città. Tra le testimonianze architettoniche del passato: il castello normanno, fortilizio medievale eretto da Roberto il Guiscardo nell’anno 1060; la chiesa di Sant’Omobono, unica sopravvivenza di struttura medievale, sede nella seconda metà del ‘500 della Confraternita dei Bianchi di Santa Croce e, prima del 1691, della Corporazione dei Sarti; il Duomo (ex cattedrale normanna), costruito nel 1121 e dedicato all’Assunta e agli Apostoli Pietro e Paolo; la chiesa del Rosario, con stucchi e decorazioni originarie del 1683; la basilica dell’Immacolata, eretta nel 1252 e successivamente adibita a cattedrale (fino al 1883); la chiesa del Monte dei Morti, costruita in seguito all’arrivo nel 1560 dei Padri della Compagnia di Gesù; la chiesa dell’Osservanza, eretta nel XV secolo; Palazzo Fazzari, della famiglia Corrado, decorato in stile neo-rinascimentale; Palazzo De Nobili, simbolo del potere feudale e massima espressione di edilizia privata nella città agli inizi dell’800; infine Villa Bly, gioiello dell’architettura liberty. Di rilievo non minore l’architettura moderna: il grande viadotto “Morandi”, il più alto d’Europa, ad una sola arcata, di recente artisticamente illuminato dall’Enel; il complesso monumentale del San Giovanni, area museale con piazza panoramica; il nuovo Teatro Politeama, con quasi mille posti e cinque ordini di palchi, uno dei più grandi del meridione, progettato da Paolo Portoghesi; la funicolare Sala-piazza Roma, che collega in tre minuti un grande parcheggio con la parte sud del centro storico; la panoramica Villa Margherita.