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CASTèL DI CàSIO (BO)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Porretta Terme
  • Porto: a Ravenna
  • Aeroporto: a Bologna/Borgo Panigale e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: a Castèl di Càsio
  • Guardia di finanza: a Vergato
  • Vigili del fuoco: a Porretta Terme
  • Corte d'Appello: a Bologna
  • Tribunale: a Bologna
  • Farmacia: a Castèl di Càsio
  • Ospedale: a Porretta terme
  • Scuole: a Castèl di Càsio
  • Biblioteche: a Castèl di Càsio
  • Musei: a Castèl di Càsio
  • Uff.Postale: a Castèl di Càsio
 

Località

  • Salta elenco località
  • Bacino di Suviana, 
  • Badi, 
  • Berzantina, 
  • Ca' Duchi, 
  • Capanna de' Moratti, 
  • Casola, 
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  • Lizzo, 
  • Lodio di Là, 
  • Malfogno, 
  • Marzolara, 
  • Pian di Casale, 
  • Pida, 
  • Poggio, 
  • Poggio di Badi, 
  • Poggiolino, 
  • Prati, 
  • Rivabella, 
  • Speranza, 
  • Suviana. 
   

Comune di Castèl di Càsio - Storia

Abitata fin da tempi molto antichi, stando ai reperti ritrovati nella zona, databili tra i secoli VIII e III a.C., registrò in seguito altri insediamenti, fino ad arrivare alla colonizzazione dei romani, di cui pure sono pervenute varie testimonianze. Chiamata in passato Casio e Casola, con un regio decreto del 1896 assunse l’attuale denominazione, formata da Castello e Pieve di Casio, nome di una località vicina, in cui si trova una vecchia chiesa. Il termine Casio, attestato dal XIV secolo, potrebbe derivare dal personale latino ACCASIUS. Nel corso del Medioevo, epoca alla quale risale lo sviluppo di una vera e propria comunità civile organizzata, fu assoggettata ai bolognesi che, a partire dal XII secolo, la resero molto attiva dal punto di vista commerciale, grazie anche alla costruzione di una buona rete stradale. Acquistata una posizione di preminenza sui territori circostanti, dal XIII secolo e fino alla metà del XV ospitò la sede del capitanato della Montagna, le cui funzioni vennero regolamentate con gli statuti promulgati nella seconda metà del Trecento. Al centro di continue contese tra Bologna e Pistoia, seguì le vicende delle località circostanti che, rimaste a lungo sotto il dominio pontificio, nel XVIII secolo passarono agli austriaci, tornando alla Santa Sede col congresso di Vienna e venendo annesse all’Italia nel 1860. Tra le testimonianze storico-architettoniche, oltre ai resti delle fortificazioni medievali, meritano di essere citati: la chiesa di San Biagio; la casa Nanni; la chiesa dei Santi Quirico e Giulitta, forse di origine bizantina ma rifatta nel Settecento, a Pieve di Casio; la chiesa di Santa Maria Assunta, in località Casola; quella di San Prospero e l’oratorio di Sant’Ilario, con pregevoli affreschi quattrocenteschi, a Badi. Interessante è anche un mulino, del XV secolo, sul Limentra.

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