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CàNEVA (PN)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Sacile
  • Porto: a Caorle (VE) e a Venezia
  • Aeroporto: a Venezia/Tessera e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: a Càneva
  • Guardia di finanza: a Sacile
  • Vigili del fuoco: a Pordenone
  • Corte d'Appello: a Trieste
  • Tribunale: a Pordenone
  • Farmacia: a Càneva
  • Ospedale: a Sacile
  • Scuole: a Càneva
  • Biblioteche: a Càneva
  • Musei: a Càneva
  • Uff.Postale: a Càneva
 

Località

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  • Borgo Fontana, 
  • Caneva-Stevenà, 
  • Case Franzago, 
  • Fiaschetti, 
  • Fratta, 
  • La Crosetta, 
  • Osteria Sirenella, 
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Comune di Càneva - Storia

Citata per la prima volta in un documento della metà del XIII secolo, ha origini più antiche, come testimoniato dal materiale di costruzione del castello che, secondo alcuni studiosi, sarebbe nato dalla trasformazione, forse in epoca longobarda, di una torre romana di avvistamento, facente parte di quella linea pedemontana di difesa che l’imperatore Marco Aurelio avrebbe fatto costruire per proteggere i territori della pianura. Il toponimo deriva dal latino CANABA o CANIPA, che significa ‘deposito, cantina’, con probabile riferimento a un magazzino annesso alla torre romana. Sviluppatasi all’interno delle mura che cingevano il castello, nella prima metà del secolo XI fu concessa dall’imperatore Corrado al patriarca di Aquileia; si alleò in seguito con i trevigiani nella lotta contro le comunità di Ceneda e Cornegliano, che tentavano di sottrarsi al dominio di Treviso. Il Duecento fu caratterizzato da continui scontri tra le truppe trevigiane e quelle patriarcali, con conseguenti passaggi di proprietà del castello canevese. Conquistata agli inizi del XIV secolo dal conte di Gorizia e da Guecello da Camino, ritornò successivamente sotto il dominio del patriarca, che la infeudò ai Savorgnan. Entrata a far parte dei possedimenti veneziani nei primi decenni del Quattrocento, fu devastata dai turchi sul finire del secolo, registrando poi un lungo periodo di tranquillità. Dopo la parentesi napoleonica del Regno Italico e la sottomissione all’Austria partecipò ai moti risorgimentali, venendo annessa all’Italia unita nel 1866. Del patrimonio storico-architettonico fanno parte: il complesso del castello, con alcuni muraglioni difensivi e i resti di qualche torre; l’antica chiesetta di San Salvatore, costruita all’interno della cinta difensiva, e l’ottocentesca parrocchiale, in cui si conserva un pregevole trittico, dell’inizio del XVI secolo.

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