Abitata nella tarda età del bronzo e in quella villanoviana, fu capitale dell'etruria circumpadana nel VI secolo a.C. con il nome di “Felsina”. Occupata dai galli boi nel IV secolo a.C., divenne colonia romana nel 189 a.C. Il toponimo, Bononia, deriva dalla voce celtica “bona”, ‘fondazione', e dal termine latino OPPIDUM, ‘città fortificata'. Dopo le invasioni barbariche, entrò a far parte dell'esarcato di Ravenna, del dominio longobardo e di quello franco. Alla fine del X secolo si costituì in comune. Nel secolo successivo il giurista Irnerio fondò l'università, la prima d'Europa. Di parte guelfa, partecipò alla lega lombarda e combattè Federico II. Possedimento dei Pepoli, fu ceduta ai Visconti dal cardinale Egidio di Albornoz, alla cui morte (1367) si costituì in repubblica. Nel secolo XV fu signoria dei Bentivoglio, finchè papa Giulio II, nel 1513, la incorporò nei possedimenti della Chiesa. Nel 1796 fu scelta quale capitale della Repubblica Cispadana, quindi entrò nella Cisalpina. Tornata alla Chiesa con la restaurazione, partecipò ai moti del 1831 e alla guerra del 1848-49. Nel 1860 entrò a far parte del Regno d'Italia. Molte le testimonianze storico-architettoniche, tra cui figurano: numerose torri come la torre degli Asinelli (primi del XII sec.) e la Garisenda (sec. XI); il palazzo comunale, alla cui sinistra sorge la Torre dell'orologio; il palazzo dei Notai, sede della potente Società dei Notai; il palazzo del Podestà a Piazza Maggiore; il palazzo Bolognini; il palazzo Davia a Bargellini; il palazzo dell'Archiginnasio; la Fontana del Nettuno; i portici; il teatro comunale di Antonio Bibiena (sec. XVIII); numerose chiese, tra cui la gotica basilica di San Petronio, la chiesa di San Martino, del 1217, la cattedrale, dedicata a San Pietro, quella di San Francesco, e quella di San Domenico, il santuario di San Luca (sec. XII), posto sul monte della guardia che domina la città.