Antico insediamento peucetico, sorto in una zona abitata fin da epoca preistorica, acquistò rilevanza dopo la conquista dei romani, nel III secolo a.C., come porto e nodo stradale. Divenuta municipio in età imperiale, fu chiamata Baris o Barion dagli scrittori greci e BARIUM da quelli latini, nome, quest’ultimo, derivante dalla voce messapica “baur, bur”, che significa ‘casa, riparo, luogo munito, porticato’. Dopo il declino di Roma entrò a far parte dell’impero d’Oriente, venendo poi conquistata da saraceni e bizantini. Occupata, nel secolo XI, dai normanni, che dettero grande impulso ai traffici marittimi, fu in seguito assoggettata agli svevi, i quali ne rafforzarono le strutture difensive:Federico II, nel Duecento, ricostruì e ampliò il castello normanno, distrutto nella devastazione della città a opera di Guglielmo il Malo, a metà del 1100. Assoggettata successivamente alle dominazioni angioina, aragonese e spagnola, nel XVIII secolo passò agli Asburgo e ai Borboni, registrando, nel periodo napoleonico, un notevole ampliamento urbanistico. I monumenti principali si trovano nella città vecchia: il castello normanno-svevo, restaurato dagli angioini e ingrandito dagli spagnoli; la basilica di S. Nicola, meta di continui pellegrinaggi, costruita per ospitare le spoglie del Santo, trafugate a Mira (in territorio arabo) da mercanti baresi, e consacrata sul finire del 1100; la cattedrale di S. Sabino, del XII secolo, in stile romanico pugliese.