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BAGNACAVALLO (RA)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Bagnacavallo
  • Porto: a Ravenna
  • Aeroporto: a Bologna/Borgo Panigale e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: a Bagnacavallo
  • Guardia di finanza: a Lugo
  • Vigili del fuoco: a Lugo
  • Corte d'Appello: a Bologna
  • Tribunale: a Ravenna
  • Farmacia: a Bagnacavallo
  • Ospedale: a Bagnacavallo
  • Scuole: a Bagnacavallo
  • Biblioteche: a Bagnacavallo
  • Musei: a Bagnacavallo
  • Uff.Postale: a Bagnacavallo
 

Località

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  • Boncellino, 
  • Borghetto Traversara, 
  • Borgo Viazza, 
  • Casa Baldini, 
  • Glorie, 
  • Il Borgo, 
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  • Rossetta, 
  • Salame, 
  • Traversara, 
  • Villanova. 
   

Comune di Bagnacavallo - Storia

Abitata fin da epoca preistorica da popolazioni terramaricole, registrò in seguito stanziamenti di umbri, etruschi, galli e romani, sotto i quali dovette rivestire una certa rilevanza, stando ai reperti archeologici rinvenuti nella zona. Il toponimo, attestato dall’alto Medioevo, è stato posto in relazione all’esistenza nel territorio di un guado da valicare a cavallo o di una sorgente che, per le sue proprietà terapeutiche, sarebbe stata usata come bagno per i cavalli. Dopo la caduta dell’impero romano si aprì alle invasioni barbariche, entrando poi a far parte dell’esarcato di Ravenna. Occupata da longobardi e franchi, verso la metà del secolo VIII fu donata alla Chiesa e amministrata dagli arcivescovi ravennati. Feudo dei Malvicini o Malabocca, nel Duecento si costituì in libero comune, senza però riuscire a sottrarsi all’influenza dei potentati vicini e in particolare di Bologna e Faenza. Passata sotto la Santa Sede, dalla seconda metà del XIV secolo appartenne al condottiero inglese Giovanni Acuto, agli Estensi, ai Da Polenta e ai Manfredi di Faenza, tornando, sul finire del Cinquecento, in possesso del papato, il cui dominio si protrasse fino all’arrivo delle truppe francesi, nel 1796. Con la restaurazione pontificia fu unita alla provincia di Forlì, passando a quella di Ravenna nel 1860, quando fu annessa al Regno d’Italia. Tra le testimonianze storico-artistiche figurano: la torre civica, forse del XIII secolo; le porte cittadine; il palazzo comunale, della fine del Settecento; il teatro comunale “Carlo Goldoni”; il porticato di Piazza Nuova, del Settecento; la chiesa del Suffragio; la chiesa e l’attiguo convento di San Giovanni, riedificati nel Seicento; l’antica collegiata di San Michele Arcangelo; la basilica di San Pietro in Sylvis, citata già in un documento del secolo VIII; la chiesa e il convento di San Francesco.

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