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AZèGLIO (TO)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Ivrea
  • Porto: a Genova
  • Aeroporto: a Torino/Caselle e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: ad Azèglio
  • Guardia di finanza: a Ivrea
  • Vigili del fuoco: a Ivrea
  • Corte d'Appello: a Torino
  • Tribunale: a Ivrea
  • Farmacia: ad Azèglio
  • Ospedale: a Ivrea
  • Scuole: ad Azèglio
  • Biblioteche: ad Azèglio
  • Musei: ad Azèglio
  • Uff.Postale: ad Azèglio
 

Località

   

Comune di Azèglio - Storia

Il toponimo è attestato, sin dal 1001, nella forma di “Azelium”, affiancato da varianti grafiche “Azellium”, “Açelium”, “Açellium”. Le successive attestazioni riportano: “Azellum”, “Açellum” e “Aççellum”, varianti che palesano la derivazione del termine dal latino AGELLIS, ablativo locativo plurale del diminutivo di AGER, ‘campo'. Il significato è quello di ‘luogo nei campicelli'. Sorse in età preistorica, come è testimoniato dal ritrovamento di interessanti resti palafitticoli. In epoca antica venne conquistata dai romani, della cui centuriazione rimangono tracce nel suo territorio. I primi documenti scritti sul suo insediamento risalgono, però, al X secolo: si tratta di un diploma di Ottone III e di un atto dichiarante la sottomissione del luogo al vescovo di Ivrea. Posta in un punto strategico, tra Vercelli e Ivrea, assunse presto la funzione di blocco militare, che andò rafforzandosi quando i contrasti territoriali tra le due zone si inasprirono. In qualità di feudo venne ceduta a diverse signorie locali, tra cui quella dei Bicchieri d'Ivrea, dei marchesi di Ponzone e dei conti di Masino. Intorno al 1270 Vercelli le impose di spostare l'antico centro e il castello verso un sito ritenuto migliore; in questo modo nacque il cosiddetto borgo franco che diede inizio alla sua storia comunale e che rappresenta oggi il centro storico. Nel 1345 i Ponzone giurarono fedeltà ai Savoia che circa cinquant'anni più tardi la liberarono dalle truppe di Facino Cane. Successivamente le sue vicende storiche seguirono quelle dell'intera zona del Canavese. A partire dal XVIII secolo il governo venne retto anche dalla famiglia dei Taparelli di Lagnasco, di cui fu illustre esponente risorgimentale lo scrittore, statista e pittore Massimo d'Azeglio. Numerose sono le vestigia che testimoniano il suo antico passato: la casa forte o castellazzo, eretta nell'XI secolo e caratterizzata da una torre merlata e un impianto murario a spina di pesce; il castello-palazzo, simbolo del potere feudale, ristrutturato secondo lo stile neogotico inglese dell'Ottocento; la parrocchiale di San Martino, progettata nel 1783 dall'ingegnere Filippo Castelli, in stile barocco-rococò; il palazzo municipale e la campestre chiesa di Sant'Antonio de Monteperosio.

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