Popolata fin dalla più remota antichità, fu sede di insediamenti protostorici e piceni, divenendo colonia greca nel IV secolo a.C.; fu poi conquistata dai romani (268 a.C.), che favorirono il primo sviluppo del porto, già allora insostituibile per i commerci con l’Oriente. Dopo un lungo assedio da parte dei goti, fu inserita nella Pentapoli marittima bizantina con le altre città episcopali di Rimini, Fano, Pesaro e Senigallia. Donata nell’VIII secolo alla Chiesa, conobbe tra il 1177 e il 1532 un nuovo periodo di sviluppo, dovuto all’acquisizione e al mantenimento dell’autonomia comunale, che la rese una potente rivale per la repubblica di Venezia. Altre tappe storiche importanti furono la concessione, da parte di papa Clemente XII, del porto franco (1732), l’occupazione francese (ultimi anni del XVIII secolo), la restaurazione del dominio pontificio (1815) e l’annessione al regno d’Italia. Il toponimo deriva dal latino ANCON, ANCONA, 'gomito', con riferimento alla forma ricurva della costa. Nonostante gli ingenti danni subiti durante la seconda guerra mondiale e in seguito al terremoto del 1972, conserva ancora notevoli testimonianze del suo passato: sono di epoca preromana e romana i resti di un tempio greco e di un’acropoli, l’arco di Traiano e l’anfiteatro; le splendide chiese di San Ciriaco e di Santa Maria della Piazza sono invece pregevoli esempi di arte romanica; è il gotico fiorito a ornare la chiesa di San Francesco alle Scale mentre lo stile neoclassico s’impone nella chiesa del Gesù, opera del Vanvitelli. Tra gli edifici civili spicca la splendida Mole vanvitelliana, fortezza a base pentagonale costruita sulle acque del porto, al centro della quale si erge il neoclassico tempietto di San Rocco.