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ALTìLIA (CS)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Scigliano
  • Porto: a Vibo Valentia, a Reggio di Calabria e a Villa San Giovanni (RC)
  • Aeroporto: a Lamezia Terme/Sant'Eufemia
  • Carabinieri: a Grimaldi
  • Guardia di finanza: a Cosenza
  • Vigili del fuoco: a Cosenza
  • Corte d'Appello: a Catanzaro
  • Tribunale: a Cosenza
  • Farmacia: ad Altìlia
  • Ospedale: a Rogliano
  • Scuole: ad Altìlia
  • Biblioteche: ad Altìlia
  • Musei: ad Altìlia
  • Uff.Postale: ad Altìlia
 

Località

   

Comune di Altìlia - Storia

Fu fondata, probabilmente intorno al secolo XI, dall’esarca dell’imperatore Basilio II, Eustachio Greco, che la chiamò Alimena, in omaggio alla madre. Il toponimo, riportato da alcuni al femminile del personale latino ALTILIUS o al termine ugualmente latino ALTILIA, ‘volatili ingrassati’, viene da altri fatto derivare dal dialettale “altiglia”, ‘altezza’, riferito alla posizione eminente dell’abitato. Non manca però chi, tenendo presenti i nomi di località distrutte da Attila, ritiene che la denominazione del borgo rifletta il latino ALTILIA e simili, indicanti ‘i posti in cui si trovano le rovine di antichi edifici’. Devastata durante la guerra tra normanni e saraceni, fu ricostruita da Giovan Corrado e Attilio dell’Alimena in un luogo più elevato. Compresa nella contea di Martirano, tra il XV e il XVI secolo appartenne ai de Gennaro, cui subentrarono i d’Aquino di Crucoli. In seguito tornò nel regio demanio. Quasi del tutto distrutta dal sisma della prima metà del Seicento, fu poi colpita da altri disastrosi terremoti. Inserita nel cantone di Belmonte Calabro, ai tempi della Repubblica Partenopea, col nuovo assetto amministrativo dato dai francesi al regno di Napoli, all’inizio del XIX secolo, fu inclusa dapprima, quale università, nel cosiddetto governo di Carpanzano e successivamente tra i comuni del circondario facente capo a questa piccola comunità. Attiva ne fu la partecipazione ai moti risorgimentali: vi sorse la prima vendita di carbonari della Calabria. Nel 1928 fu aggregata a Malito, recuperando l’autonomia nel 1937. Tra i monumenti spicca la chiesa parrocchiale di Sant’Elia, del XVI; ristrutturata più volte, a causa dei terremoti, ha una splendida facciata, in pietra locale, e l’interno arricchito da pregevoli intagli lignei settecenteschi. Interessante è anche il palazzo municipale, appartenuto alla famiglia Marsico di Campitelli.

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