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ABBASANTA (OR)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: ad Abbasanta
  • Porto: a Oristano e a Porto Torres (SS)
  • Aeroporto: ad Alghero/Fertilia e a Roma/Fiumicino
  • Carabinieri: ad Abbasanta
  • Guardia di finanza: a Oristano
  • Vigili del fuoco: a Macomer (NU)
  • Corte d'Appello: a Cagliari
  • Tribunale: a Oristano
  • Farmacia: ad Abbasanta
  • Ospedale: a Ghilarza
  • Scuole: ad Abbasanta
  • Biblioteche: ad Abbasanta
  • Musei: ad Abbasanta
  • Uff.Postale: ad Abbasanta
 

Località

   

Comune di Abbasanta - Storia

Il toponimo letteralmente significa ‘acqua santa’, in riferimento alle acque che sgorgavano a poca distanza dal borgo, alle quali era attribuito un potere terapeutico. Sorta in epoca nuragica arcaica, subì numerose devastazioni durante l’invasione cartaginese e, nel periodo romano, oltre a fare da stazione tra FORUM TRAIANI (Fordongianus) e MALARIA (Mularia), fu detta MEDIAS AQUAS, data la sua collocazione tra due torrenti, grazie alla quale prese il nome ABBA, cui si aggiunse quello di SANTA, nel tempo del cristianesimo. Fece parte della curatoria del Guilciber e per un certo periodo ne fu capoluogo. Fu centro di raccolta per i preliminari della pace del 1388. Dopo il 1478 appartenne alla contrada Ocier Real e dipese non da feudi ma direttamente dalla corona, di cui seguì le sorti fino al XVIII secolo. Offre notevoli tracce delle varie civiltà che si sono succedute nel suo territorio: una ventina di domus de janas, cinque dolmen, dieci tombe dei giganti, numerosi nuraghi. Da visitare il nuraghe Aiga e il nuraghe Losa, imponente costruzione di blocchi basaltici, tra i più importanti dell’isola, originariamente a tre piani, con sviluppo triangolare che avvolge torri perimetrali. Tra le opere architettoniche più importanti, oltre al caratteristico abitato, con edifici del XVI e XVII secolo, figurano: la parrocchiale di Santa Caterina, ottocentesca, costruita secondo schemi rinascimentali su un impianto preesistente; la chiesa di Santa Maria delle Grazie, probabilmente del XIV secolo, con loggiato spagnoleggiante; la chiesa di Santa Amada, con facciata a capanna; la chiesa campestre di Sant’Agostino con muristenes intorno e grande parco; la Tanca Regia, azienda agricola già sfruttata dagli aragonesi, che nel 1781 ebbe la chiesa sotto il titolo di San Filippo Apostolo e dove si allevano le pregiate razze di cavalli sardi.

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