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BATTISTI, CESARE
Approfondimento
Approfondimento: BATTISTI, CESARE
Nacque a Trento il 4 febbraio 1875 da una famiglia benestante: il padre era un agiato commerciante e la madre discendente da una nobile famiglia di Rovereto. Compì i primi studi a Trento e si laureò in lettere a Firenze nel 1897. A soli venti anni entrò in politica e, pur vicino agli ideali socialisti, pose come base del suo impegno la questione irredentista e quindi si batté sin da subito per l'autonomia del Trentino-Alto Adige dall'impero austro-ungarico. Nei primi anni del Novecento fondò il quotidiano "Il Popolo"; nel 1915 fu pubblicata la sua monografia "Il Trentino", di contenuto sorico-economico. Da deputato, prima alla Camera di Vienna nel 1911 poi alla Dieta del Tirolo nel 1914, non esitò mai a scagliarsi contro le autorità politiche e militari austriache per la questione dell'indipendenza. Vide la prima guerra mondiale come unico mezzo per far valere le istanze irredentiste e perciò, assieme ad altri esponenti di spicco della politica italiana come Salvemini e Bissolati, fu uno dei principali esponenti della corrente interventista. Il 29 maggio 1915 si arruolò a Milano come semplice soldato. Ad agosto, dopo i combattimenti di Albiolo, guadagnò la prima medaglia al valor militare. Nella primavera del 1916, nominato sottotenente, partecipò ai combattimenti sul monte Baldo e a Vallarsa. Nella notte fra il 9 e il 10 luglio, col suo battaglione, il Vicenza, ricevette l'ordine di attaccare il monte Corno. L'inizio delle ostilità fu favorevole agli italiani che però, a causa degli scarsi rifornimenti ricevuti, subirono subito il contrattacco austriaco. Battisti si batté con onore e preferì consegnarsi al nemico piuttosto che fuggire. Fu così condotto nel castello del Buonconsiglio di Trento per il processo, nel quale non rinnegò le sue idee, anzi riaffermò la sua fede italiana e chiese di essere giudicato come combattente caduto prigioniero in guerra. In quanto cittadino austriaco, invece, fu condannato all'impiccagione per alto tradimento; la sentenza fu eseguita il 12 agosto 1916. Dall'Italia fu insignito di medaglia d'oro, motivata dal coraggio mostrato in battaglia, dalla dignità, dalla fierezza e dall'amor di patria. V. anche CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO, A TRENTO

